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Libia - Festival di Ghadames


Un viaggio entusiasmante, tra i silenzi e gli spazi del deserto, i paesaggi spettacolari che si alternano con una velocità incredibile, le sfumature dei colori, le pitture rupestri che risalgono al lontano periodo di quando il Sahara era verde, i bellissimi scavi di Leptis e Sabrata ed il festival dei datteri, quando, una volta all’anno, la città fantasma della vecchia Ghadames riprende vita tra il turbinio di popoli sahariani che si ritrovano e festeggiano il raccolto più prezioso del deserto.

partenza : 19/10/2010 - ritorno : 02/11/2010


 19/10/10 - ITALIA / TRIPOLI
Ritrovo all’aeroporto di ROMA Fiumicino ORE 12.30 , Disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza alle ore 14.30 con volo Afriqiyah 8U 947 – Arrivo a Tripoli alle 16.15 – Incontro con il nostro corrispondente e trasferimento in hotel – Cena e pernottamento
 
20/10/10 – TRIPOLI / LEPTIS MAGNA / TRIPOLI
A 125 km sulla costa mediterranea a est di Tripoli sorgeva Leptis Magna; in origine emporio fenicio, divenne poi insediamento punico legato a Cartagine e quindi ricca città romana, che conobbe diverse fasi di sviluppo fino a quando alla fine del II d.C. Settimio Severo volle la sua città natale grande e imponente: è uno dei luoghi archeologici più grandiosi dell’Africa romana. Nella visita si può seguire il progressivo ampliamento dell’insediamento urbano, dal foro vecchio al quartiere del teatro e del mercato, a quello delle terme di Adriano, fino all’imponente complesso severiano con la basilica giudiziaria e il nuovo foro sul quale svetta il tempio della famiglia imperiale: luoghi di una monumentalità marmorea spinta fino a eccessi barocchi. A sud-est, il grande anfiteatro collegato da imponenti viadotti all’ippodromo situato lungo il bordo del mare: un complesso che poteva contenere oltre 20.000 persone. Scrigno dimenticato, le terme dei cacciatori, presentano un ciclo di affreschi sulle cacce alle belve che si svolgevano nel circo rappresentati con efficace realismo e conservate in smaglianti colori. Ritorno a Tripoli. Cena in hotel. Pernottamento in hotel.
 
21/10/10 - TRIPOLI / SABRATA / TRIPOLI
Visita del museo archeologico e dell’arco di Marc’Aurelio, unico monumento rimasto dell’Oea romana. Partenza per Sabrata (70 km), insediamento commerciale fenicio che fece parte con Leptis Magna e Oea dell’impero di Cartagine. Divenne città romana nel 46 a.C. con la creazione della provincia d’Africa. Deve la sua fortuna al mare: un approdo precario durante le lunghe navigazioni mediterranee e punto terminale delle rotte terrestri, luogo di arrivo delle carovane provenienti dall’Africa nera che cercavano contatti con i mercanti navigatori ansiosi di mettere le mani sulle ricchezze provenienti da terre che nessuno aveva mai visto. Dal cardo si attraversano i quartieri residenziali, il foro, le basiliche, il tempio di Liber Pater, le terme a mare, per raggiungere, spettacolare nella sua grandiosità, il teatro: lo sfondo è il mare e la scena – su tre piani – si staglia sul cielo: 108 colonne di marmo e granito, capitelli di fatture diverse, due grandi delfini in marmo ai lati del palcoscenico, delicati bassorilievi nei semicerchi del pulpito. Rientro a Tripoli Cena in hotel. Pernottamento in hotel.
 
22/10/10 – TRIPOLI / GHADAMES
Dopo la prima colazione partenza per il tour:
Pochi chilometri dopo Tripoli si incontra e si attraversa la Gefarà, pianura costiera steppica dove nomadizzano greggi di capre e montoni. Una serie di tornanti da cui si gode di un ampio panorama sulla costa porta fino alla sommità del gebel. La cittadina di Nalut è abbarbicata in alto sul ciglione di uno sperone strapiombante, dove si confonde con le rocce e con il colore del terreno lo ksar berbero, granaio collettivo fortificato, che all’esterno si presenta con mura compatte e con un’unica entrata che si apre angusta nel punto più difendibile. All’interno, sul cortile centrale, si affacciano delle piccole celle con volta a botte e porticine di accesso, l’una sovrapposta all’altra fino a formare sei piani, con una libertà costruttiva che non è disordine ma crescita organico-funzionale a partire da un unico modulo di base. Qui ciascuna famiglia riponeva i propri capitali agricoli in termini di semenze e raccolto: un luogo suggestivo. Lasciata Nalut si punta verso sud: inizia il deserto pietroso, l’hammada El Hamra (rossa) che digrada impercettibilmente verso sud-ovest, vasto penepiano con rari ciuffi d’erba solcato da una rete idrica fossile di uadi tutti convergenti verso la conca di Ghadames dove si arriva in serata. Cena e pernottamento in hotel.

 23/10/10 - GHADAMES – Festival dei Datteri

Il Festiva di Gadamesl che celebra la raccolta dei datteri, una delle rare e delle più importanti manifestazioni folcloristiche di tutto il Sahara, capace di coinvolgere non soltanto le popolazioni berbere, arabe, tuareg e nere dell’oasi, ma anche quelle confinanti dell’est algerino e del sud tunisino. Il festival si configura con una serie di manifestazioni, spesso improvvisate o programmate all’ultimo momento, di sfilate in costume, di canti, balli e musica delle diverse etnie, di corse dei cavalli e dei dromedari, ma è soprattutto una festa spontanea popolare: in quei giorni ritornano infatti gli emigranti, si riaprono le vecchie case abbandonate nella medina, si indossano gli abiti tradizionali, si celebrano matrimoni o si festeggiano fidanzamenti e ricorrenze. Con la scusa dei datteri, per tre giorni la città fantasma si rianima e ritorna ai migliori fasti di un passato ormai irripetibile. 

Giornata interamente consacrata alla scoperta di questa città oasi alle porte del deserto. Un tempo centro di grande importanza, manteneva relazioni commerciali con i mercanti delle coste mediterranee e le popolazioni delle ancora sconosciute terre dell’Africa nera. La città vecchia berbera s’incunea profondamente con i suoi sette quartieri nell’oasi: è un susseguirsi di vie coperte che prendono luce a tratti, piazzette con i banchi per riposare e discutere alla frescura, vicoli ciechi che disservono quartieri di abitazioni compatti. Un blocco urbanistico chiuso verso l’esterno, che presenta alte mura, articolato al suo interno da percorsi labirintici a terra per gli uomini e sulle terrazze per le donne. La luce e il calore del sole penetrano attraverso pozzi aperti in questi blocchi abitativi creando forti contrasti chiaroscurali ma soprattutto una penombra fresca e riposante che avvolge le stradine della città vecchia. Tutt’intorno l’oasi con le parcelle e gli orti irrigati con un ingegnoso sistema di ripartizione dell’acqua dove tutto è calcolato secondo la necessità. Nel pomeriggio partenza con i veicoli fuoristrada e inizio della spedizione. Campo nell’hammada el Hamra.

Dal 24 al 26 ottobre – TRAVERSATA DELL’ERG DI UBARI

L’hammada contrassegnata da vegetazione sempre più rada quasi d’improvviso viene sostituita dalla sabbia. La direttrice da seguire è nord sud ma le dune sbarrano spesso il passaggio e occorre dunque tagliarle o aggirarle per riprendere l’asse giusto. Dune, corridoi, distese sabbiose chiare, dislivelli del terreno si susseguono dando vita a un paesaggio sempre mutevole e di grande bellezza. Si toccherà il pozzo di In Azawa, uno dei rari punti d’acqua in quest’immensità, tappa obbligata per i viaggiatori che da sempre hanno dovuto attraversare questa distesa per recarsi dall’oasi di Ghadames al Fezzan, arida terra del sud. Mano a mano che si prosegue verso sud l’ambiente circostante diventa sempre più imponente con bei panorami verso il Tassili algerino e le propaggini scure quasi bluettate dell’Acacus che si avvicina. Il 6° giorno arrivo sulla strada principale dove si ritrova l’asfalto e si prosegue fino alle dune prima di Ghat. Campi.

 
27/28/29 ottobre - GHAT / ACACUS / ERG DI UAN KAZA
Dopo una rapida visita alla cittadella antica di Ghat e il fortino da cui si ha una panoramica superba sulla catena occidentale della falesia, proseguimento in direzione del passo di Takarkuri, l’accesso meridionale dell’Acacus che si presenta come una grande duna che consente di superare il dislivello dalla falesia per iniziare il percorso all’interno di questo labirinto. Si entra nell’Acacus, l’ultimo dei tassili che dal massiccio dell’Hoggar digradano verso ovest perdendosi nelle sabbie dell’edeyn di Murzuq. Rocce sedimentarie intersecate da uidian (fiumi), letti disseccati di antiche vie d’acqua, piccole dune caotiche intrecciate, rada vegetazione, brevi pianure nerastre, pareti rocciose erose nelle forme più bizzarre, archi pietrificati, creste seghettate, torrioni isolati emergenti dalla sabbia: questo è l’Acacus. Nei canyon scavati dall’erosione, in ampi ripari, si possono vedere alcune pitture del periodo più antico, (delle “teste rotonde”), figure umane o antropomorfe dal significato enigmatico ma dai colori e dai tratti così ben definiti da lasciare un’impressione indelebile. Appare maestoso l’arco di Fozzigiaren in uno slargo in cui rami di vari uadi hanno creato una sorta di bacino interno. Si prosegue verso nord per entrare poi nel bacino del Teshuinet per la visita ai siti più conosciuti dell’area centrale, In Farden e Uan Amil, ammirando i capolavori del periodo “bovidiano”. Gli antichi abitanti del Sahara non conoscevano alcuna forma di scrittura ma della loro esistenza e del loro rapporto con il mondo circostante ci hanno lasciato una serie di testimonianze più suggestive e immediate di qualunque opera scritta: migliaia di pitture nei ripari che costituiscono un messaggio visivo ineguagliabile. Abbandonando il dedalo roccioso dell’Acacus le formazioni si fanno più fratturate, smozzicate fino a presentarsi come faraglioni emergenti dalla sabbia. Il paesaggio ancora una volta è cambiato e preannuncia le dune dell’erg di Uan Kaza. Campi.
 

30/10/10 - ERG DI UAN KAZA / MESSAK SETAFFET  / DUNE DI MURZUG  

Si taglia Uan Kaza barriera naturale di dune che separa l’Acacus dal Messak Settafet per arrivare al passo di Abahoa, uno dei punti obbligati per accedere a quell’altopiano roccioso lungo i cui meandri dei fiumi fossili che lo tagliano da ovest a est, sono state trovate migliaia di incisioni, testimonianza di un lungo periodo di frequentazione di antiche popolazioni. Seguendo alcune piste petrolifere che tagliano a settori l’altopiano, si raggiunge uno dei siti maggiori di arte rupestre in un’ansa di un fiume con qualche acacia: una sequenza di massi incisi con immagini della grande fauna selvatica, un diedro con figure femminili riccamente abbigliate e mandria di bovini con addobbi e segni rituali, la rappresentazione simbolica di una nascita…… Si prosegue lentamente sulla spianata nerastra e dura del Messak per uscire poi in una vasta piana che conduce verso le grandi dune del Murzuq dove si appresta il campo serale.
 
31/10/10 - IL MATHENDUSH / GERMA
Si ritorna al Messak in un punto più a nord per terminare la visita alle incisioni preistoriche. Ecco In Galghien, dove su un diedro, alto sull’uadi, si staglia un enorme elefante di rara bellezza. A pochi chilometri si trova il Mathendush, un bestiario in cui sfilano numerose giraffe isolate o in branchi, un coccodrillo che porta il suo piccolo verso l’acqua, un cacciatore che armato di arco e freccia fronteggia una serie di giraffe, un leone accovacciato, alcuni uomini mascherati che tornano vittoriosi da una caccia al rinoceronte. Abbandonato il Messak ci si dirige verso Germa - Arrivo e visita del museo e della antica Garama, tipica città carovaniera sahariana costruita in banco. Sicuramente abitata fin da epoche remote, con l’avvento dei Romani che, dopo aver tentato una conquista militare, hanno preferito instaurare rapporti commerciali, la città si sviluppa rapidamente a partire dal I secolo d.C. Al suo interno sono visibili un basamento di tempio romano, una struttura di epoca garamantica forse antecedente al tempio, un quartiere residenziale con resti di fuochi e pozzi di epoche diverse, testimonianza di un modello di civiltà quasi mediterraneo nel cuore del Sahara. Le tracce d’occupazione più antica risalenti al IV secolo a.C. sono state trovate sullo sperone di Zinchecra che domina la vallata quasi di fronte a Garama. Visita al museo che raccoglie molti pezzi provenienti dagli scavi effettuati a Garama nel corso di molti anni ma anche molto materiale proveniente dalle necropoli che circondavano la città – Sistemazione in campo tendato ai bordi dell’erg Ubari
 
 
01/11/10 - ERG UBARI / TRIPOLI
Da qui siamo di nuovo in un mare di dune. Nel deserto possono accadere dei miracoli che non sono miraggi. Nella ramla dei Dauada, estrema propaggine dell’erg di Ubari, appaiono dietro le dune, alle spalle di improvvisi filari di palme, dei laghi. Ventuno laghi punteggiano, a sorpresa, le grandi dune di sabbia rossastra dell’erg. Il lago di Mandara è una crosta salata, il lago di Umm-el ma (la madre delle acque) è il più piccolo e il più bello, Gabr’aun è quello più grande. Fino a pochi anni fa erano abitati dai Dauada, popolazione paleonegritica che per secoli visse riparata in questo ambiente nutrendosi di datteri e di piccole larve che si riproducevano sulle superficie delle acque. Terminata la traversata si arriva a Sebha da dove si prende il volo di linea per Tripoli – Arrivo e trasferimento in hotel - Pernottamento
 
 
02/11/10 - TRIPOLI / ROMA
La mattina trasferimento in aeroporto. Disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza con volo
8U 918 in partenza alle 09.55 – Arrivo a Roma alle 11.40 E FINE DEI NOSTRI SERVIZI .
 
 
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Quote di partecipazione
QUOTA DI PARTECIPAZIONE:
 
BASE 4 PERSONE                                                                                € 2.210,00
BASE 10 PERSONE                                                                              € 1.985,00
TASSE AEROPORTUALI A OGGI                                                        €       66,00
VISTO                                                                                                      €       60,00
 
Supplemento singola                                                                           €     300,00
 
Nota: Cambio applicato 1$ = 0.74€ variazione –3%/+3% (0.73/0.77) non comporta alcuna modifica del prezzo. A 20 giorni dalla partenza verrà riconfermato o variata la quota in +/-
 
LA QUOTA COMPRENDE:
Voli di linea in classe economy
Sistemazione in hotel 3 stelle a Tripoli e Gadames
Guide locali in italiano durante le visite di Tripoli, Sabrata, Leptis Magna
Sistemazione in campi tendati mobili durante gli alti pernottamenti
Auto fuoristrada con autista Tuareg
Trattamento di pensione completa bevande incluse
Tutto il necessario per l’allestimento dei campi tendati
Cuoco e tutto il necessario per la cucina ed il vettovagliamento
Nostro accompagnatore con minimo 10 partecipanti
Assicurazione medico bagaglio Europassistance
 
LA QUOTA NON COMPRENDE:
Le mance, il sacco a pelo, gli extra di carattere personale
 
E QUANTO NON ESPRESSAMENTE INDICATO NEL PROGRAMMA
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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